L’ALBUM ED IL LIVE

Etnokult, il primo album nato dal progetto Kinkoba, è una collezione di songs molto dolci ed avvolgenti, il cui canto in diversi dialetti africani narra la quotidianità e l'immaginario della società africana.

L’esecuzione live si avvale dell'introduzione, nell'organico della band, di batteria e tromba, nonché di una voce che non è più soltanto un canto ma anche suono e invenzione rumorosa. Ne risulta un dipinto ricco di tinte che, lungi dallo svilirne l'origine, ne esalta i colori d'Africa, sfumandoli in pennellate caraibiche, pulsanti ritmiche afrofunk e delicati accenti jazz'n soul. Tutto senza leziosità o ammiccamenti all'ovvietà commerciale, con lirismo e grande energia.

            Prevale su tutto l'espressione di un sound globale ed estremamente moderno, la cui realizzazione live è rivolta ad un pubblico che comprende e oltrepassa i confini geografici.

     Kin Koba, “voci dal passato, lontane” nel dialetto del Camerun, nasce a Torino dall’incontro di tre musicisti di diversa provenienza: un percussionista del Camerun, un percussionista brasiliano ed un contrabbassista italiano.

Tale incontro ha dato vita e forza al gruppo e al progetto dal quale è nato “Etnokult”, un disco di intensità travolgente. Africa, Brasile e Italia si incontrano in questo disco senza mai scontrarsi, anzi inventano un linguaggio nuovo fatto di djambè e balafon, marimba e birimbao legati dalla grazia possente del contrabbasso e dalle voci, incarnazione dell’Africa, uno strumento che modula suoni, rumori, parlato. Il progetto musicale nasce, infatti, dall’aspirazione a trovare un suono, un ritmo e una melodia che unisca le diverse tradizioni culturali e artistiche dei musicisti.

La musica prende spunto dallo stile della scuola Kiyi Mbock, fondata dal cantante camerunense Were Were Liking, stabilitosi in Costa d’Avorio.

Anima dei Kin Koba e autore della maggior parte dei testi è Tatè Nsongan, più noto come percussionista e seconda voce dei Mau Mau. Nato a Douala, nel Camerun, Tatè impara a suonare fin da piccolissimo gli strumenti della tradizione africana ed entra a soli 15 anni nell’Ensemble Choreographique “Les Genies Noir” de Douala, gruppo di musiche e danze rituali tradizionali. Nel 1981 avviene l’incontro con i Mau Mau, dei quali diviene a pieno titolo “terzo elemento” insieme a Luca Morino e Fabio Barovero. Con la band piemontese ha partecipato in questi anni ai più importanti festivals europei ed ha inciso cinque dischi come percussionista, seconda voce solista e autore dei testi, riscuotendo unanimi consensi anche dal punto di vista personale.